Perché un brufolo sui glutei provoca prurito e cosa si può fare?
Un brufolo sui glutei che prude non è la stessa cosa di un brufolo doloroso. Il prurito è un indizio: un’infezione batterica provoca dolore, mentre un’infezione fungina, un’irritazione o una reazione allergica provocano prurito. In...
Un brufolo sui glutei che prude non è la stessa cosa di un brufolo doloroso. Il prurito è un indizio: un’infezione batterica provoca dolore, mentre un’infezione fungina, un’irritazione o una reazione allergica provocano prurito. Nella maggior parte dei casi si tratta di follicolite fungina, cheratosi pilare o dermatite da contatto: tre cause che non vanno trattate allo stesso modo. A differenza del viso, la pelle dei glutei è poco soggetta all’acne, ma presenta diversi fattori di rischio: sfregamento, calore, macerazione.
Il fastidio si allevia, a condizione di evitare l'unico gesto che peggiora la situazione: grattarsi. Una volta che l'infiammazione si è attenuata, un trattamento purificante per il corpo, da utilizzare come cura di mantenimento, leviga la grana della pelle e riduce il rischio di recidive. Ecco come individuare la causa, lenire la zona e capire quando rivolgersi a un professionista sanitario.
Cosa bisogna ricordare
- Il dolore è solitamente di origine batterica; il prurito è invece solitamente di origine fungina, allergica o legato alla pelle secca.
- Le tre cause più frequenti: follicolite fungina, cheratosi pilare, dermatite da contatto.
- Grattarsi provoca microlesioni, alimenta l’infiammazione e lascia macchie: è questo il circolo vizioso da spezzare per primo.
- L'idratazione quotidiana è il rimedio più efficace contro il prurito.
- Il prurito intorno all'ano, sia negli adulti che nei bambini, è un problema che riguarda il medico e non la cosmesi.
Perché il prurito cambia la diagnosi
Il prurito, termine medico che indica la sensazione di prurito, deriva dal rilascio di istamina nella pelle. È associato a reazioni infiammatorie, allergiche e fungine, molto più che alle infezioni batteriche. Ecco un'informazione utile: un foruncolo sui glutei causato da uno stafilococco è generalmente doloroso e raramente pruriginoso, mentre una follicolite da lieviti provoca un forte prurito. Sulla pelle acneica, lo stesso ragionamento vale anche per il resto del corpo.
Grattarsi peggiora solo le cose. L’unghia provoca microlesioni sulla superficie della pelle, che aprono la strada ai batteri, alimentano l’infiammazione e possono causare macchie o cicatrici. È un circolo vizioso da spezzare prima ancora di cercare il prodotto giusto. Per i brufoli che non danno prurito, trovi tutte le informazioni nelle cause dei brufoli sui glutei.
Le sette cause di un brufolo sui glutei che prude
- La follicolite fungina: un’infiammazione del follicolo pilifero causata da un lievito, favorita da un ambiente caldo e umido: sudore, attività sportiva, costume da bagno lasciato bagnato. Si manifesta con un’eruzione cutanea caratterizzata da piccoli brufoli rossi molto regolari, tutti della stessa dimensione, che interessano diversi follicoli piliferi adiacenti e provocano un forte prurito. È la causa più frequente di questo tipo.
- La cheratosi pilare: piccole protuberanze dure che rendono la pelle ruvida, con un effetto “pelle di pollo”. Provoca prurito soprattutto quando la pelle è secca. Non si tratta né di un’infezione né di una malattia grave: un eccesso di cheratina ostruisce il follicolo. Spieghiamo come trattarla.
- La dermatite da contatto: una reazione a un prodotto o a un tessuto: detersivo, ammorbidente, bagnoschiuma profumato, tintura per indumenti, salviettine. Si manifesta più con chiazze rosse pruriginose che con veri e propri brufoli, spesso localizzate nella zona di contatto. Le pelli sensibili sono particolarmente soggette a questa condizione.
- L'intertrigo: una macerazione della piega cutanea, talvolta complicata da un'infezione da lieviti, causata dall'umidità, che provoca arrossamento con essudato e fastidioso prurito. È frequente in estate, dopo aver indossato un costume da bagno bagnato, e nelle persone che sudano molto.
- La pelle secca: quando la barriera cutanea viene danneggiata da docce troppo calde, da un sapone aggressivo o da un guanto di crine, si avverte prurito. Anche stare seduti a lungo e indossare abiti stretti possono favorire la comparsa di brufoli e arrossamenti. Un’igiene eccessiva è spesso la causa, non la soluzione.
- I peli incarniti ricrescono: dopo la depilazione o la rasatura, i peli incarniti crescono sotto la pelle e provocano prurito prima di diventare dolorosi. Ecco come eliminarli senza danneggiare la pelle.
- L'acne corporea: più rara in questa zona, poiché provoca poco prurito. Si manifesta con comedoni, punti neri e brufoli bianchi dovuti all'eccesso di sebo e all'ostruzione dei pori. Vedi "acne corporea " e "acne sulla schiena".
Se si avverte prurito intorno all’ano, non si tratta di un problema della pelle dei glutei. Il prurito anale può essere causato da emorroidi, da una ragade anale, da un’irritazione dell’ano dovuta all’uso di salviettine umidificate o a una pulizia troppo energica, oppure da una micosi. Nei bambini, il prurito anale, soprattutto notturno, fa pensare innanzitutto all’ossiuriasi, un’infezione da vermi intestinali molto comune e benigna, che si cura con un semplice farmaco dopo aver consultato un pediatra. In tutti questi casi, è necessario rivolgersi a un medico, non ricorrere a prodotti cosmetici. Vedi anche le nostre linee guida sulle irritazioni intime.
La routine che rilassa
L'obiettivo è duplice: alleviare il prurito e ripristinare la barriera cutanea. Occorrono due o tre settimane, il tempo necessario affinché la pelle si rigeneri.
- Non grattarsi, non pungersi. Tenere le unghie corte e, se il prurito è insopportabile durante la notte, indossare un indumento di cotone leggero piuttosto che stare a pelle nuda.
- Una doccia tiepida e breve, con un sapone delicato per detergere senza irritare la pelle, oppure una crema detergente senza profumo. Una al giorno, più una dopo l’attività sportiva.
- Asciugare tamponando, senza mai strofinare, e indossare indumenti asciutti per lasciare respirare la pelle.
- Idratare ogni giorno: è il rimedio più efficace contro il prurito. Una crema o un siero leggero e non comedogenico mantiene l'equilibrio del film idrolipidico e aiuta a proteggere la barriera cutanea.
- Uno scrub delicato una volta alla settimana, quando non ci sono sfoghi: zucchero fine o acido salicilico a bassa concentrazione, per eliminare le cellule morte. Mai a concentrazioni elevate, mai sulla pelle lesionata.
- Prodotti lenitivi in caso di arrossamenti: un gel all’aloe vera, naturale e delicato, lenisce l’irritazione e offre una leggera idratazione. Prediligere le formule senza profumo, rispettando le modalità d’uso. Un olio vegetale leggero può essere d’aiuto in caso di pelle molto secca.
- Indaga sulle possibili cause se sospetti una dermatite da contatto: passa a un detersivo senza profumo, elimina l'ammorbidente, smetti di usare le salviettine umidificate e verifica la situazione dopo due settimane.
I trattamenti medici sono di competenza del medico: antisettici, antimicotici topici, corticosteroidi per uso cutaneo, perossido di benzoile, terapia antibiotica per via topica o orale, epilazione laser in caso di follicoliti ricorrenti. Vengono prescritti dopo una visita clinica, nell’ambito di un percorso terapeutico adeguato. I prodotti da banco non sostituiscono una diagnosi, e un antimicotico applicato su una lesione batterica non fa altro che aggravare l’infezione. Nessun principio attivo antibatterico va utilizzato alla cieca.
Quando rivolgersi a un medico o a un dermatologo
Consulta un medico se il prurito persiste per più di due o tre settimane nonostante una routine adeguata, se ti impedisce di dormire, se le lesioni si estendono o trasudano, se è presente pus, un puntino bianco persistente, febbre o un ascesso, se le recidive si susseguono, se compaiono noduli dolorosi nelle pieghe cutanee (è così che si manifesta la malattia di Verneuil), oppure se sei incinta, diabetica, immunodepressa o in terapia con farmaci che indeboliscono le difese immunitarie. Questi pazienti presentano un rischio maggiore di complicanze, con la possibilità di sviluppare un ascesso a seguito di una lesione trascurata. Una visita dermatologica permette di distinguere tra origine batterica e fungina, cosa che nessun test fai da te è in grado di fare.
Nei neonati, un arrossamento del sedere accompagnato da brufoli è quasi sempre dovuto a un eritema da pannolino causato dall’umidità del pannolino, non all’acne: cambiare spesso il pannolino, asciugare bene la zona, applicare una crema protettiva e consultare il pediatra se il problema persiste. Nei bambini più grandi che si grattano il sedere durante la notte, bisogna prima verificare la presenza di ossiuri.
Prevenire la comparsa dei brufoli che provocano prurito
- Privilegiare il cotone e i tessuti traspiranti ed evitare di indossare capi troppo stretti per tutto il giorno.
- Cambiarsi subito dopo aver fatto sport o aver fatto il bagno: il sudore e la macerazione sono i due fattori scatenanti più frequenti.
- Limitare il tempo trascorso seduti su una superficie calda, che costituisce una fonte costante di attrito e calore.
- Regolare la sudorazione nelle zone soggette a macerazione.
- Ridurre l'attrito applicando un prodotto isolante sulle zone soggette a sfregamento.
- Mantenere una routine quotidiana di igiene delicata e un'idratazione regolare: è questo che garantisce una pelle sana e morbida nel tempo, sia sui glutei che sulla schiena.
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FAQ
Perché un brufolo sui glutei provoca prurito?
Il prurito è una reazione al rilascio di istamina, che accompagna molto più spesso le cause fungine, allergiche e infiammatorie rispetto alle infezioni batteriche. Ricorda questa distinzione: ciò che fa male è solitamente di origine batterica, mentre ciò che provoca prurito è solitamente di origine fungina, allergica o legata alla pelle secca.
Come curare i brufoli sui glutei?
Detergere delicatamente ogni giorno, asciugare con cura, idratare ed effettuare uno scrub settimanale quando non ci sono riacutizzazioni. Per alleviare l'irritazione, evitare di grattarsi e lenire la zona. Se le lesioni persistono, una visita dermatologica permette di individuarne l'origine esatta: le infezioni batteriche e quelle fungine hanno un aspetto simile, ma non si trattano allo stesso modo.
Quali sono le cause dell'eruzione cutanea da pannolino?
L'infezione del follicolo pilifero, l'eccessiva sudorazione, lo sfregamento costante causato da indumenti stretti e la macerazione. Quando si avverte prurito, la causa fungina, la cheratosi pilare e la dermatite da contatto hanno la precedenza rispetto a quella batterica.
Come alleviare il prurito anale?
Il prurito anale non si allevia come un brufolo. Lavati con acqua tiepida senza sapone profumato, asciuga tamponando, evita le salviettine umidificate e applica prodotti lenitivi senza profumo. Non usare prodotti acidi, scrub né oli essenziali su questa zona. Se il disturbo persiste, è necessario consultare un medico.
Quali sono i trattamenti per il dermatite da pannolino?
Cambi frequenti, pulizia con acqua e sapone delicato, asciugatura completa e applicazione di una pomata all’ossido di zinco. I sintomi migliorano nel giro di pochi giorni. Rivolgersi al pediatra se l’arrossamento persiste per più di una settimana, si estende oltre l’area del pannolino, trasuda o è accompagnato da febbre.
Quali sono i sintomi della follicolite?
Piccoli brufoli rossi concentrati attorno a un pelo, con un'infiammazione localizzata: si tratta della tipica follicolite glutea. Le lesioni fungine hanno un aspetto molto regolare (stesse dimensioni, stesso stadio, distribuite in modo uniforme) e provocano prurito. Le lesioni batteriche sono più eterogenee e una di esse può trasformarsi in un foruncolo.
Come si riconosce la cheratosi pilare?
Una pelle ruvida al tatto, con piccole protuberanze color carne o rosate sui glutei, sulle braccia e sulle cosce, indolori e prive di pus. Tende ad attenuarsi con l'età. Un'esfoliazione delicata e un'idratazione quotidiana migliorano notevolmente la grana della pelle in poche settimane, anche se nessun trattamento la elimina definitivamente.
Perché mio figlio si gratta il sedere?
Grattarsi il sedere la sera e durante la notte fa pensare innanzitutto all’ossiuriasi, un’infestazione da piccoli vermi intestinali, molto comune e benigna. Altre cause possono essere l’irritazione causata da un sapone profumato, una micosi o la pelle secca. Una visita dal pediatra chiarirà la situazione.
E adesso?
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Articolo pubblicato a titolo informativo; non sostituisce una visita medica.






